Le due vie, figliol prodigo o perdizione dell'anima - Paradiso e Inferno, santa Maria Faustina Kowalska

Caverne di fuoco rimbombano nello stridere di urla infernali, fiamme abissali si profilano sullo sfondo di scene inquietanti.

Non siano giammai i demòni, d'odio infuocato, a visitarci nell'ora della morte, non siano essi all'incontro dell'ora ics, non ve ne siano a sopraggiungere in assalto ad aggredire l'approssimarsi della morte negli spasimi dell'ora funesta. Sia il tempo che precede tanto magnanimo tal qual è, al che ciò non accada.

O, contorcente da un dolore non più in grado di deviare, quell'anima non avrà più spasimi che più la portino a realizzarsi e a comprendere … che se guardava indietro prima, se si fosse capacitata prima, se avesse attualizzato prima. Se prima di allora avesse realizzato la sintesi della sua vita, questa, non sarebbe stata né tanto lunga né tanto breve ma quanto basta per scorgere un segnale, anche quando le cose andassero male, qualche input celestiale, qualsiasi cosa che l'avrebbe potuta destare e riavere dal disorientamento più totale, che altro non è se non il riflesso del proprio male attaccatosi come morbo nelle viscere crudemente fattesi inquiete a proprio stesso danno e delirio. Non sia mai troppo tardi risalire la china, dove realizzarsi e la realizzazione di se stanno nel ritorno in se, nel riprendere coscienza. Lo stordimento confuso non sarà mai tale e totale se si colga al volo per potersi riprendere ora, ancor ora, ancor prima, del 'delicatissimo' trapasso. (2Ts 2,9-12).

Una patata bollente a confronto dell'infernale perdizione sembrerebbe, né vorremmo giammai saperlo, di gran lunga come fredda. O ricorderai quelle 'ubriacature' di vomito intrise, quando ormai è già troppo tardi e ancora sprigionano dall'alito nauseabondo? O ricorderai quel 'gioco', spinto fino all'amaro stridulo tintinnio di denari che scivolano nell'avara scommessa, quando già incalza il fracido rimbombo di ferro battuto a spalar carbone senza pietà alcuna come rinvenuto da un'epoca nazista riavutasi nei luoghi oscuri, donde partì? O ricorderai quelle furtive 'scappatelle' standosene appartati abbandonati in vicendevole adultera compagnia, rendendo adultere le nozze che 'abilmente' pure si consacravano A Dio, IL Santo dei santi, Re dei re, quando sarà ancora troppo tardi? O preferisti perseverare in atti di convivenza esacerbandoti in altrettanti atti di superbia? O ricorderai gli aborti che facesti, o che facesti fare concordemente, uccidendo gli stessi tuoi figli, quando già sarà troppo tardi? O ancora non oserai ricordare gli spaventi e i terrori che incutesti ai piccoli, o fino ad arrecargli abuso e violenza, se non quando sarà troppo tardi? O ci sarebbe dell'altro di cui ricordarsi per tempo? … Alla propria coscienza suggerirlo, coscienza che non va soffocata. Che possa destarsi in fretta per allietarsi In Dio.

I dadi che si vanno 'azzardando', rotolano direttamente sul piatto del dragone, e ancora non ci si accorge. Mentre quello invece aspetta e non vede l'ora di farsene sua pietanza. Il piatto ride o piange, dipende solo da che parte lo guardi. Non va lasciato pieno … di tutto ciò che siamo o che resta. Quello che è in gioco è la stessa vita, si sarà perfino già visto abbastanza per non voler piuttosto svuotare quel fracido 'boccone' di tutto quello di se che ancora rimane, a cominciare da quei dadi con cui si tira la sorte, per potersene invece tornare e finalmente a casa quella vera per rinascere prima che la strada sia troppo lontana, … prima che il tempo sia troppo tardi.

Non si vorrà gemere sul letto del dolore per lo spasimo affannoso di chi non ha fatto a tempo o non ha voluto fare a tempo? Oppure, sarà la morte subitanea, più in fretta e istantanea? Chi lo sa. Quale che essa sia, occhi sbarrati non basterebbero mai nel realizzare giammai chi sarà al varco a raccogliere quella cruda fine dei giorni amaramente datisi alla perdizione, fin nell'eternità. Per mancata risposta in Terra AL Buon Dio, quando ad attendere in fin della vita, ci sarà chi lascerà l'esanime all'orco demonio con tutti i suoi pari per farne di quell'anima grida da macello. L'Inferno esiste, ma chi si udirà più da lì? ... Per quanto possano essere accese le urla cocenti, svaniranno nel fondo degli abissi e nessuno potrà più alzarsi in aiuto né alcuno dire né ma o beh, nessuno per quanto gridi ... più sentire. Ripensare alle scelte fatte in vita a nulla più potrà servire se non a essere gettati nello "stagno ardente di fuoco e di zolfo" (Ap 21,8), dove sono "pianto e stridore di denti" (Mt 22,12-13; Mt 24,48-51; Mt 25,28-30). Le tenebre fattesi fitte un tutt'uno eterno coll'oscurità divise e nettamente se ne staranno separate dalla luce rigogliosa e feconda, così come l'oscura morte rifugge alla fulgida vita.

Come il figliol prodigo ci si possa affidare per tempo e tornare All'Amore Di Dio Misericordioso, Che Mandò L'Unigenito. ... Salvaci Gesù. 'Chiunque crede In Lui Vivrà' (Gv 3,15-16). Sia La Madre Santa La Porta Che Apre ALLA Vita, come già Fu.

Il testo che scorre in questo video ci riporta dal suo Diario le Visioni che ebbe di Inferno e Paradiso santa Maria Faustina Kowalska, vissuta in Polonia tra il 25 agosto 1905 e il 5 ottobre 1938.

Autore eclidor
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