Le opere dei Pallava a Mahabalipuram

I Pallava s'affacciavano all'orizzonte della storia verso la fine del VI secolo.

La loro zona d'influenza era rimasta fuori dai domini dei Gupta: tuttavia la nuova potenza dello Stato pallava, originata dalla forza delle armi, non fu usata in senso ostile nei confronti della grande potenza settentrionale, che allora si trovava in una fase di completo disfacimento. Al contrario, i sovrani di questa dinastia si proclamarono grandi ammiratori dei Gupta e della loro cultura, e possono essere considerati fra i più grandi fautori dell'indianizzazione del Decan meridionale.

Il passaggio della casa reale all'induismo ortodosso segnò anche la penetrazione delle correnti di pensiero e di fede indù nel Sud, che da allora si mantenne roccaforte dei brahmani più intellettuali. Il sovrano pallava storicamente più famoso fu Narasimhavarmana.

Tra le opere rinvenute fu il santuario Dharmaraja Ratha, di pianta quadrata e ricoperto di un tetto dravilico a tre piani di forma piramidale. Le cornici di ognuna delle tre coperture sono decorate da kadu, che è una stilizzazione del gavaksa classico.

I due leoni stilofori segnano l'entrata del tempietto: i pilastri angolari sono decorati con rilievi di divinità che riproducono austeramente le forme equilibrate dei canoni gupta. Altri tempi rinvenuti sono il tempio di Bhimaratha e il Draupadiratha entrambi molto similari ma allo stesso tempo con decorazioni diverse.

Autore Nova
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