Nuovo regime dei minimi 2016

Come cambia il regime dei minimi nel 2016. La legge di Stabilità 2016 ha introdotto importanti novità per chi vuole aprire una nuova partita Iva. Tra le condizioni e i requisiti necessari vi sono:

- non aver superato determinati limiti per i ricavi che variano in base al proprio codice Ateco;
- aver sostenuto costi per ammortamento di beni strumentali inferiori a 20.000 euro;
- aver sostenuto spese per collaborazioni lavorative inferiori a 5.000 euro.

Sono invece esclusi da questo nuovo regime in vigore dal 1 gennaio 2016 i seguenti contribuenti:

- coloro che si trovano in regimi speciali Iva o regimi forfettari per la determinazione del reddito;
- i non residenti, a meno che non si produca almeno il 75% del reddito in Italia e si assicuri un buono scambio delle informazioni tra i Paesi interessati;
- coloro che svolgono attività di cessione fabbricati, cessione terreni edificabili, cessione di mezzi di trasporto nuovi.

Tale regime prevede una tassazione del reddito mediante un'imposta sostitutiva pari al 5% per i primi 5 anni, dal sesto anno in poi l'aliquota aumenta al 15%. Tale imposta sostituisce l'Irpef, le addizionali e l'Irap. L'Iva non è dovuta.

Dal punto di vista previdenziale, tale regime prevede che i contributi INPS vengano calcolati in base al reddito determinato forfettariamente secondo i criteri fiscali. Per le ditte individuali è prevista una riduzione del 35% dei contribuenti minimi dovuti da chi è assicurato presso la gestione INPS artigiani e commercianti.
Autore moni
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