Pesca alla carpa, una pescatrice eccezzionale

Il Cyprinus carpio, meglio noto come carpa comune o solo carpa, è un pesce d'acqua dolce che può raggiungere dimensioni considerevoli. Originario dell'Europa dell'est e dell'asia, è stato introdotto in Italia dagli antichi romani che lo allevavano per le sue carni. Pesce dalla straordinaria capacità d'adattamento è ormai considerato autoctono anche nelle nostre regioni. Vive di norma in corsi d'acqua ad andamento lento, laghi ed acqua anche molto sporche e stagnanti.

Di norma la carpa è lunga dai 30 ai 60 centimetri con peso variabile dai 3 ai 35 chilogrammi, esemplari eccezionali possono raggiungere il metro e trenta e superare i 50 chili. Presenta un corpo ovoidale allungato, gobbuto al di sopra della testa, con un muso arrotondato, la bocca presenta 4 barbigli con i quali ricerca il cibo sul fondale. A seconda della specie può avere più o meno squame, le pinne sono arrotondate, la livrea è di colore bruno verdastro.

Grazie ai 4 barbigli ricerca il cibo grufolando su fondi melmosi cercando insetti, vermi, larve e vegetali, la carpa risulta infatti onnivora. Queste sue caratteristiche nella ricerca del cibo permette di sfruttare numerose esche e tecniche per la pesca sportiva.

Una delle tecniche più usate è quella della pesca a fondo, usando una serie di esche vegetali che vanno dal mais, alla polenta, più recenti innovazioni prevedono l'utilizzo di palline aromatizzate dette boiles. Utile è anche la pasturazione ripetuta nella zona di pesca in modo da attrarre numerosi esemplari ed abituarli a cibarsi dell'esca utilizzata.
Autore farmame
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